Diario del tempo sospeso

23.03.2020 – IL TEMPO SOSPESO

Era da molto che volevo risparmiare, no, non soldi, ma tempo.
Chi non ha mai pensato di rimandare qualcosa a “quando avrò tempo”.
Bastava risparmiare 10 minuti ogni giorno… si, dovevo cominciare,

10 minuti preziosi, per ascoltare riposando le orecchie.
Ora il tempo ce l’ho, ma non è il tempo cercato,

non è nemmeno il tempo perduto.
E’ il tempo sospeso.
Non sapevo esistesse, ne tanto meno pensavo che l’avrei conosciuto.
Ora è qui, e mi ingabbia in un limbo sfumato, parco di sogni,

avaro di cielo, struggente di rughe, plumbeo di aria.
Il tempo sospeso, brama di speranza.

28.03.2020 – A Umberto

Il tempo sospeso è caduto e si è sfracellato per terra,
in mille pugnali di ghiaccio, cristalli freddi nella polvere,
sassi che ancora rotolano nella tempesta.
Oggi il tuo tempo non è più sospeso,
oggi il tuo tempo è respiro di grigia malinconia
e di lacrime salate di tracce
e guizzi di lontani bagliori
oggi è il tempo del respiro sospeso

Respiro di pace

A Umberto

 

03.4.2020 – Che giorno è oggi?

Oggi che giorno è?  Non lo so più e questo mi incanta.

In questa neutra fila di ore lunghe, tutte uguali, non c’è più l’immane sforzo

di tenere insieme il Tutto, il tutto di ognuno di noi, il mio tutto diverso dagli altri.

E di questo tutto qualcosa è già nell’oblio, nel più nascosto cassetto della mente.

Del tutto che resta cosa voglio tenere a mente? E’ facile, famiglia, parenti e amici…quelli buoni,

questo non ha bisogno di essere ricordato, sta già nei quotidiani pensieri.

Ma non è il tutto.

Cos’altro? La salute, la casa, … e poi? Cose, oggetti, fotografie, ricordi…si va bene, e poi ?

E poi ecco cosa voglio mettere nel mio tutto di oggi… il desiderio,

il desiderio di curiosità, il desiderio di occhi nuovi,

il desiderio di profumi, di brezze leggere sulla pelle, di stupore per nuove giovani risate argentine,

desiderio di fresche ali mai stanche, desiderio di nuove macine e di nuove farine.

Desiderio di ricordare sempre che l’oggi di ieri, non potrà essere domani.

Ecco che giorno è oggi.

Attendendo il Tutto di domani

09.4.2020 –  E’ domani

E il domani arriva, con il suo carico pesante di sicura sofferenza

e di vivida stanchezza della sofferenza,

stanchezza improvvida, che chiude le ciglia.

I volti parlano, ma la mente non ascolta,

passiva, tenue, flebile difesa,

appena momentaneo sollievo all’anima,

stanca della notte senza giorno,

della sera senza orizzonte,

del giorno senza luce.

Mentre pavida mi accomodo nell’angolo cieco,

come ombra informe, senza alba.

22.05.2020 – Il tempo dilatato

E’ finita o è la fine? Non è la stessa cosa

non è più l’attesa, nella tiepida culla,

non è più la paura nell’angolo cieco,

non è il vuoto girare del mulino,

parole tutte unite senza tregua

non è la stanca sera di un giorno sguaiato,

come calze rotte su gambe nude.

E cosa cerca il filo se non il suo nodo,

e l’àncora la sua pietra nell’acqua profonda.

E allora come si corre sulla pagina bianca mai scritta

di questo tempo inutile, finito?

Dove sei domani di fuoco e di paglia,

dove sei vampa saggia della mente?

Non è servito questo tempo dilatato,

come la calza strappata, che non si può aggiustare.

 

 

 

 

Be Sociable, Share!

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

*

code