Nuova bandiera europea

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TTIP, inizia la vera battaglia?

Più di un anno fa scrivevo qui le mie riflessioni, cosa è cambiato da allora?

Nella vacuità dei programmi di “informazione” che non ne parlano lode a Crozza, che, con la sua geniale maestria da guitto, offre un punto di vista, di parte, ma comunque ne fa discutere.

Provo a mettere insieme, per comodità, alcune info.

A squarciare il velo ci ha pensato Greenpeace pubblicando 248 pagine di negoziazioni e un pò di polvere l’ha sollevata. Speriamo che in altri Stati ci sia una reazione maggiore da parte dei cittadini che non un annoiato sbadiglio che pare susciti il tema qui in Italia.

La lunghezza delle negoziazioni, che durano da anni, è dovuta anche ai moltissimi argomenti che vengono trattati, in questo sito si possono trovare sintesi sui risvolti ambientali, tutti negativi, clima, acqua, consumo di suolo, inquinamento, biodiversità, ecc.

In questo articolo di Marco Bersani, si prende in esame un aspetto critico che è quello dei servizi pubblici che verrebbero sottratti (come se già non lo fossero abbastanza) semplicemente cambiandone la definizione

a) non è servizio pubblico, quello la cui erogazione può essere effettuata anche da soggetti diversi dall’autorità di governo; b) non è servizio pubblico, quello per la cui erogazione è previsto un corrispettivo economico, anche una tantum.

Si parla quindi di “amministrazione della giustizia, difesa, ordine pubblico”. Resta fuori dal concetto di servizio pubblico tutto il resto: istruzione, sanità, acqua, energie, rifiuti, trasporti.

C’è poi la questione ISDS. In questo approfondito ed interessantissimo dossier si trovano alcuni casi di ricorso all’arbitrato internazionale (ISDS) da parte di multinazionali contro gli Stati, dove gli Stati comunque non vincono mai, al massimo non perdono la causa, ma spendono in ogni caso somme esorbitanti di spese legali.

Molto interessante anche la trasmissione di RADIO “bianco e nero” RAIUNO da ascoltare

E qui c’è la pagina FB del comitato nazionale italiano costituitosi “Stop TTIP”

Ci sono però moltissimi comitati locali, e dislocati in vari stati d’Europa contrari, basta farsi un giro di veloce ricerca sulla barra di FB. Curiosamente, ccomitati per il SI al TTIP non se ne trovano…chissà perchè.

Qui si possono trovare alcuni articoli della stampa estera più favorevoli al TTIP, ma senza le fette di prosciutto sugli occhi

La situazione è estremamente preoccupante, soprattutto perchè filtra poco attraverso  la TV, anche se cercando nei blog on line e nei siti dei quotidiani più distribuiti si trovano molti articoli. Non è però chiaro cosa stiano facendo i nostri parlamentari europei in proposito

Ricordo che l’Italia ha ben 73 parlamentari e insieme al Regno Unito è il terzo stato per numero (Germania 96, Francia 74, Italia e Regno Unito 73). Quindi di certo può far pesare la propria opinione.

E che ne pensa il nostro governo ? Da sempre è favorevole e lo ribadisce anche qualche giorno fa, ma Renzi ci ha abituato a repentini cambi di rotta, vedi il paventato decreto per allungare il voto delle prossime amministrative anche al lunedì, proposta ritirata il giorno dopo.

Peraltro anche in Italia, come nel resto d’Europa, appena si spiegano un pò le cose, subito c’è contrarietà trasversale al TTIP, senza distinzioni di classe sociale.

Se il vento del consenso cambia, anche Renzi cambierà “verso”.

 

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