Nuova bandiera europea

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Tanto tuonò che piovve

Sono uscita dal PD. Malinconicamente. Ho inviato ai vari organi locali e provinciali e agli amici e amiche di percorso, qualche riflessione che riporto anche qui a futura memoria. Devo dire che un pò di persone mi hanno risposto, chi dispiacendosi, chi comprendendo, chi auspicando un ritorno più o meno vicino. Dal segretario provinciale neanche un cenno di circostanza, di certo sa chi sono e forse proprio per questo tace

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Al Circolo, alla Conferenza Donne Democratiche, al Pd Provinciale

Esco dal PD
Riepilogare tutte le motivazioni che portano a questa scelta sofferta è un lavoro lungo e
meticoloso, che mette in fila tante spine iniziate ancora da quando governava Berlusconi,
con le decine di occasioni perse dai parlamentari di opposizione del PD di mandarlo a
casa. Proseguite con l’agonia Monti e Letta ed il supplizio finale dell’era Renzi.
Passando dai 101 contro Prodi.
Dovrò trovare il tempo per un post più approfondito da pubblicare prossimamente sul mio
blog
Nella contingenza del momento vorrei liberare alcune convinzioni personali, maturate negli
ultimi mesi:
1) Il PD (o meglio Renzi, che però ad oggi sono la stessa cosa) mette in atto programmi di
destra, tradendo le sue stesse affermazioni precedenti e contestuali al suo insediamento a
Palazzo Chigi, (rileggersi alcuni suoi discorsi farebbe bene a tutti), nonchè lo Statuto ed il
codice Etico laddove definiscono riconoscimento e rispetto per tutte le posizioni politiche
(art.3 e 7 Statuto, art. 2 Codice Etico, (che peraltro non ha scritto lui, quindi che gli frega?)
Inoltre la spocchia e arroganza a livelli inarrivabili, che lui stesso si è costruito, lo
ingabbiano in maglie sempre più strette, allontanando sempre di più l’elettorato di sinistra,
che non si tura più il naso.
2) Tale allontanamento non è casuale. Renzi ha come priorità l’emarginazione della
sinistra, dei gruppi dirigenti della sinistra e anche del pensiero politico degli intellettuali di
sinistra.
Questo perchè è convinto sia per lui sufficiente catalizzare l’elettorato di centro e di
centrodestra per ottenere la maggioranza del voto degli italiani, che, come si sa, leggono
poco o pochissimo e si formano un’opinione principalmente attraverso la TV.
Dell’astensionismo non si cura, anzi, credendo così di poter mantenere più facilmente il
potere (meno votanti = meno mediazioni = meno problemi).
Il voto però è ormai molto volatile e si rischia di fare i conti senza l’oste, come appena
avvenuto nelle elezioni regionali
Personalmente credo che gli elettori sparsi NON di centrosinistra che gli hanno
riconosciuto una indubbia leadership -, non appena arriverà da destra (prima o poi
arriverà) un nuovo leader a sostituire Berlusconi, ritorneranno all’ovile.
Immagino uno scenario surreale, paradossale, grottesco, se non fosse ahimè tragico, di
colui che dopo aver cacciato i voti di sinistra, non avrà più nemmeno quelli piuttosto
effimeri della destra. (non oso figurarmi cosa faranno i gruppi dirigenti sempre exdiqualcosa (ex Dalemiani, ex Bindiani, ex Bersaniani, ex Lettiani, ex Franceschiniani, ecc.
ecc. dovendo diventare prima o poi ex Renziani). Però magari mi sbaglio ed il futuro che ci
aspetta (come italiani intendo), sarà roseo e “sereno”
3) Il fallimento delle Primarie è ormai agli atti. Io sono stata precursore di questo metodo,
che mi ha consentito di poter entrare in un contesto politico all’epoca stretto tra le varie
correnti Margherita e DS, con una lista collegata a Rosy Bindi. Furono quelle di Veltroni
del 2007, un bel successo. Senza quella possibilità non avrei potuto partecipare, con una
posizione non omologata, agli organismi di partito di cui ho fatto parte ai vari livelli.
Comunque per un certo periodo hanno funzionato, storiche quelle per Prodi, che poi è
l’unico ad aver battuto Berlusconi.
Ora c’è da dire che il sistema non funziona più, essendo stato utilizzato per scopi ben
diversi, da varie parti.
Nel PD in questi anni se ne è fatto un totem, un uso smodato, che le ha svuotate di
significato e logorato i militanti in fatiche inutili, con risultati già scritti. Addirittura per De
Menech a segretario regionale si volevano fare “primarie confermative” con un solo
candidato, lui. All’epoca mi opposi energicamente in direzione regionale appellandomi al
buon senso e alla fine furono per fortuna evitate.
Già alcuni segnali di sofferenza le Primarie li avevano manifestati (nel mio blog ne parlo
varie volte) ma l’arrivo di Renzi, votato da non si sa chi, ha reso trasparente il vetro
mostrando l’assurdità di far decidere ad altri (di destra) chi avrebbe dovuto essere il
presidente del Partito Democratico
Le ultime storture in Campania e Liguria ne decretano la morte definitiva, perlomeno per
quanto attiene alla vita del Partito.
4) Mi sono convinta che il PD non si può cambiare dal di dentro. Ci hanno provato in tanti,
idealisti illusi come me. Ma poi ad ogni occasione di potere, che sia elettorale o di nomina
ognun per sé o per la propria corrente.
Poi è arrivato Renzi e sotto il suo ombrello si sono ritrovati un po’ tutti, trasformisti della
prima e seconda ora. Io ho avuto un atteggiamento attendista (anche se il famoso “io sto
con Marchionne senza se e senza ma”, indicava già la direzione). Poi sono trascorsi
questi 16 mesi di supplizio, arrivando ai giorni nostri, e alla mia decisione di uscire dal PD.
5) Un capitolo a parte lo voglio riservare alla Conferenza Donne Democratiche, alla quale
ho partecipato dall’inizio con l’entusiasmo del carattere e il disincanto dell’esperienza.
Una delle qualità del gruppo è senz’altro il potersi riunire e discutere mettendo da parte le
appartenenze di corrente, ed affrontando in maniera concreta le tante tematiche della
partecipazione delle donne alla politica, e alla necessità di raggiungere posizioni apicali
nel partito per poter mettere all’ordine del giorno le priorità che ci stanno più a cuore, a
volte diverse da quelle maschili.
Un periodo di fermento ed un luogo dove ho potuto parlare di politica in modo trasversale
e aperto, certo con qualche momento di contapposizione, come è normale che sia.
In occasione di questa tornata elettorale per le regionali, forse qualcuna si sarà chiesta
come mai dopo tante battaglie per il sostegno delle donne in politica, io abbia poi scelto di
sostenere Fasoli.
In realtà, come ho spiegato all’ultima assemblea per l’elezione del nuovo direttivo, le
donne hanno più pregi come capacità di ascolto e concretezza, ma gli stessi difetti degli uomini, e il fatto di essere donne non le fa automaticamente meritevoli. Altrimenti
potrebbero andare bene anche Gelmini e Santanchè.
Per me è la visione politica a fare la differenza. Ho scelto chi sento più vicino al mio modo
di vedere le cose da sinistra, ed una persona validissima dal punto di vista della
competenza e del lavoro svolto, della quale vanno riconosciuti i meriti.
Va annotato inoltre che tutte, me compresa, nei vari momenti elettorali di questi anni,
abbiamo seguito quasi sempre il riferimento di partenza di ognuna, la corrente espressa
ahinoi a Verona sempre storicamente da un uomo, a parte il recente arrivo di Alessia
Rotta.
Per me non è stato sempre così, ricordo per esempio che nella scelta del segretario PD
regionale antecedente a De Menech, non seguii Fasoli che appoggiò Rosanna Filippin,
mentre io votai Casson.
Ritengo da sempre che debbano essere gli uomini a maturare la consapevolezza che,
allargando le possibilità decisionali al migliore mondo femminile, tutta la società ne trae
beneficio, quindi anche il mondo maschile.
Ci si arriverà, è un percorso lungo e travagliato, ma con approdo certo.
Delle donne ministre ahimè non ho molta stima, mi paiono troppo appiattite al renzismo,
del resto è abbastanza normale per un premier scegliere una squadra fedele e siccome
non mi piacciono le “controriforme” in campo, non mi piacciono nemmeno coloro (uomini e
donne) che le applicano.
6) Civati ed il suo movimento: vedremo, condivido molto del suo pensiero politico, ma in
questo frangente mi ha un po’ sconcertato l’uscita repentina dal PD a 4 settimane dalle
elezioni, dopo mesi di preavvisi. Di certo non ha fatto bene ai candidati di sinistra del PD la
sua uscita così vicina alle elezioni, peraltro appresa dai giornali, alla faccia della famosa
“partecipazione”.
Dal suo punto di vista penso abbia preso una decisione necessaria, che tantissimi suoi
simpatizzanti chiedevano da mesi. Aver avuto un candidato a presidente di regione gli ha
consentito di cogliere il momento e “misurarsi”. Il quasi 10% ottenuto in Liguria è
sicuramente un risultato stimolante e gli auguro di riuscire nel progetto. Però. Però per
quanto mi riguarda sono stanca, dover ripartire da zero, con la costruzione dal basso ed il
coinvolgimento della società civile, sperimentata con i “Cittadini per l’Ulivo”, e poi con
l’Associazione per il PD, mi pare troppo faticoso e incerto.
7) Landini: Mi piace, ha doti da leadership e credibilità (ne parlo nel mio blog) Il suo
progetto è di lungo respiro. Di certo non potrà essere il prossimo segretario CGIL e seguire
contemporaneamente la sua “Coalizione sociale”. Che non voglia farsi rinchiudere in un
partito (vecchio e nuovo) è sensato, lo capisco, visto le esperienze di questi ven’anni.
Anche qui vedremo come si evolverà
8) Movimento 5 stelle ? Bah, il duo Grillo&Casaleggio è decisamente improponibile e
alcuni personaggi nazionali proprio non li digerisco, non approvo la loro linea della totale
chiusura, basata sul PD come nemico responsabile di tutti i mali, dimenticandosi il
ventennio berlusconiano.Ciò non toglie che su alcuni temi abbiano ragione, temi abbandonati dal PD!
Penso che l’elettorato di sinistra che ha votato M5S, dopo il boom iniziale si sia
stabilizzato, e che non “tornerà indietro” per qualche anno, men che meno finché Renzi
sarà sull’onda.
Tutto è in movimento, sono io a fermarmi. In questi 14 anni ho conosciuto tante belle
persone e un po’ mi dispiace se i contatti si chiuderanno, per parte mia ho sempre cercato
di essere coerente, leale e schietta.

Lascio questo PD, mi prendo un anno sabbatico, o anche di più. Voglio digerire le
amarezze e decantare le delusioni. E dimenticare la speranza oramai perduta nel PD, nel
PD di Renzi.

Chi avrà piacere di seguire il mio blog troverà nel tempo nuovi pensieri
Villafranca 20.06.2015

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