Quando avevamo un’altra mentalità

In questi giorni, su RAI 3 in prima serata va in onda la Grande Storia, è un esercizio della memoria incommensurabile. In particolare una puntata ha raccontato l’Italia del dopoguerra, quando le macerie erano ancora nelle città e la miseria una condizione comune alla maggioranza degli italiani.
Fu il Piano Marshall a dare forma alla speranza, alla voglia di dimenticare il dolore della guerra e di guardare al futuro. Arrivarono molti soldi, e furono ben impiegati, per la ricostruzione, per la riconversione delle fabbriche di armamenti, per l’acquisto di attrezzi agricoli.
Furono anni di grande fermento, operosità e ingegno, dal più umile contadino al più evoluto imprenditore. C’era un senso di solidarietà nel concetto più ampio. Si era capito che aiutandosi insieme si sarebbe potuto crescere tutti e trovare il proprio posto in una società aperta e libera.

Mi chiedo come sia potuta cambiare così tanto la mentalità degli italiani che in 50 anni sono diventati arruffoni ed egoisti, superficiali e disinteressati. Se per un volere divino arrivassero milioni di euro, non verrebbero impiegati per un benessere comune, per dare lavoro, per investire in ricerca o per mettere in sicurezza un territorio martoriato, no, se li porterebbero in Svizzera (o alle Cayman perchè anche la Svizzera ormai non è più sicura…)

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