Gianfalco Manovra Monti

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Fase 1-2

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Gianfalco Monti

Ultima cena

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Commissariamo i G20

Commissariamo i G20

crisi2011-09-23

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Gianfalco e la manovra d’agosto

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vauro manovra 150711

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Altan_ci siamo svegliati

Altan_ci siamo svegliati
vauro_sottosegretari
Con il libro 1984 Orwell era in anticipo
Gianfalco_donne_feb_11
Gianfalco Buon Anno2011
Gianfalco e gli in-camerati

Gianfalco e i tagli

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GianfalcoRU486

Bossi fa il funerale a B. Era il 1994, ora ha capito…

Bossi fa il funerale a B. Era il 1994, ora ha capito...

Inno del No-Berlusconi Day

A cosa serve il pubblico ludibrio

Mi è capitato spesso di cogliere le esagerazioni giornalistiche verso le miserie e gli orrori che ogni giorno la vita ci consegna. Mi sono sempre detta che la gente normale che lavora e ha famiglia non ha tutto il tempo per seguire omicidi, disgrazie, e tristezze varie (comprese le vicissitudini sessuali tragicomiche dei nostri politici). Ero convinta c’era sì una minoranza che si appassionava, magari se il delinquente era extracomunitario, ma che la maggior parte aveva altro a cui pensare.
Oggi per l’immane tragedia della Costa Concordia era da aspettarsi che i media si calassero nella parte dei “giornalisti dal fronte”.
Per carità è giusto, anzi doveroso, dare tutti i giorni le news, aggiornare sulla situazione delle vittime e del disastro ambientale, le attività dei sub e quelle del commissario del governo, ma perchè ripartire sempre facendo ascoltare la drammatica telefonata di Schettino con De Falco?
Non mi piace il “mostro in prima pagina” specie se da giorni e giorni.
In passato ce ne sono stati molti di assassini, le cui gesta erano descritte minuziosamente e a lungo, ma adesso l’evoluzione delle intercettazioni offre un di più di sgradevolezza che secondo me è controproducente. A che scopo infatti agire sulle pulsioni aumentando sempre più il livello di disgusto? Io credo che ci siano tre aspetti opposti/differenti ma tutti con un senso. Il cittadino onesto e leale si sentirà consolato nel suo De Falco (che però nulla ha potuto), quello un pò superficiale e vitellone a vita si sentirà consolato dal fatto che quelli come lui fanno carriera (e quindi è nel giusto), poco importa l’incidente, una volta successo prima che si verifichi ancora…
Chi sta nel mezzo (temo la maggioranza) si sentirà incerto e deluso dal seguito, per il fatto che “tanto è già stato scarcerato”, concludendo che forse è meglio selezionare le situazioni in cui assumere un atteggiamento (quello di Schettino), o l’altro (quello di De Falco).
Insomma a che serve il pubblico ludibrio di Schettino ?

Pubblicità parassita

Ha ripreso a girare in questi giorni uno spot dell’Agenzia delle Entrate
che tenta di squalificare il comportamento degli evasori fiscali. Erano già andati in onda quest’estate due messaggi uno “positivo” che spiegava a cosa serve pagare le tasse e quali sono i servizi che vengono restituiti (ahimè non sempre, come sappiamo), l’altro “negativo” con l’evidenza di animali parassiti che si conclude con il volto di un uomo, che già allora mi aveva incollerito (sto diventando più garbata…)
A parte il fatto che è da vedere se la natura produce effettivamente “parassiti”, con il concetto che intendiamo noi “umani”, oppure se anche i “parassiti” hanno una loro funzione. A mè però infastidisce davvero molto il volto finale. Sembra un metalmeccanico della Fiat che ha perso il posto. Mi chiedo ma è l’immagine giusta ? Hanno forse questo aspetto i villeggianti di Cortina o comunque tutti quelli che con le loro belle valigette di pelle portano i soldini all’estero ? Per non parlare di quelli che più sofisticatamente si mettono davanti ad un PC e con qualche clik decretano debacle borsistiche o bancarie. Vi sembra che assomiglino all’uomo dell’immagine ? Suvvia…
Per me è davvero questa pubblicità ad essere PARASSITARIA perchè succhia risorse producendo un danno.
Sia perchè l’Agenzia che l’ha ideata, Saatchi & Saatchi, si fa ben pagare dallo Stato, (quindi sempre da noi), sia perchè anche la TV vende gli spazi all’Agenzia dell’Entrate che li paga con qualche milione di euro (indovinate chi li paga…). Per non parlare dei costi di produzione ed il giusto onorario all’attore (i parassiti non li avranno pagati credo…lascio la facile battuta alla vostra immaginazione). Comunque sono già tanti quelli che hanno fatto la parodia
A proposito Saatch & Saatchi è sempre quella dello spot pro nucleare ricordate l’inquietante scacchiera (e tutti i contro-spot) ? Mi pare che dal punto di vista dei nuclearisti la pubblicità non abbia funzionato…funzionerà contro gli evasori ?

A proposito l’altro spot, quello positivo (ce ne sono anche alcune versioni regionali), non lo possono più mandare in onda, pensate, tra le varie indicazioni c’era scritto che le tasse servono ad aumentare le pensioni !

Che fine hanno fatto i lavori usuranti ?

Al momento quello che si sa è che per chi non ha i 40 entro il 31.12.2011 non c’è usura che tenga. Tutti gli uomini con 42 anni, le donne con 41, più l’aggiunta mi pare di un mese per ogni anno fino al 2018
Ma già è faticoso digerire la mazzata per chi al 31.12 ha 39 anni, figuriamoci per quelli che stanno alla catena di montaggio o nelle cave, nelle sale chirurgiche di terapia intensiva, o che guidano aerei o mezzi pesanti.
Come fanno Fornero e Monti a non rendersi conto che per tutti questi, due anni in più sono una croce troppo pesante.
Come si fa a pensare alla produttività sempre più spinta, ritmi accelerati e come tristi marionette, con turni di 7 ore senza possibilità di poter andare in bagno autonomamente ma chiedendo “per favore” a qualcuno di sostituirti, come si fa a non capire che è troppo massacrante! Due anni in più a 56 anni, dopo che se ne è già fatti 40 alla catena possono essere una erosione della vita come se fossero 10 in più.
Hanno mai provato anche solo a starci in fabbrica, senza muovere un chiodo, questi tagliatori di teste? con il rumore assordante dei macchinari, le luci al neon che fa sempre giorno, ed il caldo dei 43 gradi, senza aria condizionata ? Non resisterebbero mezz’ora.
Ma perchè nessuno ne parla più apertamente ? Seguo molte trasmissioni di approfondimento e nessuna che chieda all’ospite di turno come mai ci si è dimenticati di queste persone. Come mai ? Eppure anche queste sono ingiustizie

Art. 18, dubbi e certezze

Si sviluppa anche su FB il dibattito sulla possibilità di rivedere le norme che regolano il mercato del lavoro. Io in occasione del referendum Fiat già mesi fa riprendevo l’argomento. Ma nel marzo 2010 inserivo questo post, che ho riletto e che torna estremamente attuale
Inserisco questo articolo di Clericetti con un paio di miei commenti che riprendo più sotto
Stasera ho seguito Ichino su LA7, e mi ha fatto piacere sentire che anche per lui comunque bisogna PRIMA implementare le tutele, il salario minimo, la compartecipazione delle aziende, la ri-professionalizzazione, ecc. e poi si potrà ragionare sulla flessibilità dei licenziamenti.
Resto della mia idea, cioè sediamoci, prendiamo la proposta (ce ne sono anche altre) punto per punto, vediamo quali nodi si devono snodare. Ci vogliono mesi per questo, ma soprattutto ci vuole la volontà “politica”.
Concordo anche con Bersani che non è proprio il caso di partire dalla coda.
E concordo anche con la Camusso che sostiene che l’unico modo per ottenere un risultato immediato (ma strutturale) è quello di far costare di più il lavoro precario, come del resto avviene nei paesi dove la possibilità di licenziare è normata diversamente.
E concordo anche con la Fornero che aggiusta il tiro

Tutta sta concordia….sarà che è Natale ?

OSSERVAZIONI ALL’ART. DI CESARETTI
1) …………Lo Statuto dei lavoratori si applica soltanto nelle aziende che abbiano più di 15 dipendenti, quindi riguarda circa la metà dei lavoratori dipendenti. E’ stato affermato più volte, in passato, che questo costituisce un freno alla crescita dimensionale delle imprese, che è uno dei problemi della nostra economia. E’ semplicemente falso: se così fosse, si dovrebbe riscontrare una discontinuità nel numero delle aziende per classe dimensionale, con un addensamento appena sotto i 15 dipendenti (quelle che “non crescono” per non ricadere nell’applicazione dello Statuto). Invece nessun dato conforta questa affermazione. Quanto ai licenziamenti per motivi economici – cioè perché l’azienda è in difficoltà – si possono fare eccome, come tutti purtroppo hanno potuto constatare specialmente da quando è scoppiata questa ultima crisi. QUESTA E’ UNA IMPRECISIONE, I LICENZIAMENTI PER MOTIVI ECONOMICI Continue reading Art. 18, dubbi e certezze

Nuova informazione, format da cercare

Se i cittadini sapessero delle insopportabili vicende dei governanti forse si darebbero una mossa. L’ho sempre pensata così, e adesso finalmente tutti gli scandali di questi mesi forse hanno fatto aprire un pò gli occhi.
Ma bisogna che la TV trovi la via dell’informazione leggera.
Penso che i vari format in onda da anni, da Ballarò a l’Infedele, Santoro, la D’Amico, Telese e Porro, ecc. sono giusti approfondiscono, offrono varie letture. Però sono troppo lunghi, e alla fine rimane poco. E’ ora di mostrare le notizie per quelle che sono, bypassando anche la formula dei TG, che quando va bene fanno una cernita delle notizie, cassando quelle “meno importanti”, e quando va male diffondono proprio in maniera falsa (ricordate Minzollini che parlava di assoluzione di Mills – quindi di Berlusconi – invece che di prescrizione ?) E’ vero c’è rai news 24, ma rimane una nicchia, sono proprio le TV generaliste che secondo me devono cambiare

Un “on line” ci salverà. Beccatevi sta notizia, che certo non ci lenisce le ferite…

Libero: Le donne colte non fanno figli ?

La polemica è girata subito come da provocazione. La battuta come risposta parrebbe facile, ma forse un piccolo approfondimento non guasta.
Una risposta intelligente arriva da Selvaggia Lucarelli
Io vorrei aggiungere che la tesi comunque non si “tiene”. Come Langoni furbescamente evita di citare, in Francia la natalità è ottima, 2 figli in media contro gli 1,32 dell’Italia. (interessanti grafici Index Mundi) Vuol forse dire che le donne francesi sono sottoculturate o che lavorano di meno? Provi ad andare a chiederglielo!
E poi mi vien da dire – ma come, si sta abbattendo sulle donne l’aumento dell’età pensionabile, se le lasciamo a casa a far figli, quando immagina il sig. Langoni che potrebbero finalmente riposare un po ? a 80 anni ?
Oppure vogliamo fare che il marito lavora il doppio per pagare anche la pensione alla moglie ? (quasi, quasi ci faccio un pensierino….no, no, rischierebbe di schiattare ancora prima…)

Pomeriggio al parco del Tione

Seguendo lo spunto di Luisa ho scritto questa storiella, è piaciuta e così la pubblico qui

SE UNA SIGNORA PASSEGGIANDO PER VILLAFRANCA…….
Osservazioni su un parco che non c’è

Un giorno mi trovavo per caso a Villafranca, avevo lasciato la mia nipotina al corso di nuoto e sarei dovuta andare a riprenderla dopo un’ora e mezza. Villafranca la conoscevo poco in fondo, ci andavo qualche volta in giro per negozi, soprattutto durante i saldi di fine stagione. La strada che portava alla piscina passava sopra un ponte dove sotto sapevo scorrere il fiume. Avevo adocchiato una strada sterrata lungo l’argine, c’era un tiepido sole e dunque perché non fare una passeggiata in attesa di riprendere Veronica ?
All’angolo del ponte c’erano fermi due signori di mezz’età, uno in camicia e gilet e l’altro con la giacchetta di fustagno a righe che mi ricordava tanto mio nonno. Stavano chiacchierando tranquillamente. Uno diceva all’altro indicando il campo incolto dall’altra parte della stradella: “pensa che bèlo che sarìa poder andàr par el prà, metarghe do-tre panchine, quatro giostrine, un par de pirlari, ànsi ghe ne vorea na quindesìna par far n’po de ombra…” e l’altro rispondeva: “eh già, ghe vorèa anca un bel chioscheto, coi gelati d’istà e el vìn brulè d’inverno…”, – “ma va là, pensìto sempre a beàr tì? Contente de na ciocolata calda chè la te fa manco mal” – “si va ben, però crèdeme, no l’ghe starèa miga mal…el sèto che pàr che ghe vegna el Chievo chì, a zugàr? Pensa che l’doarìa occupàr tutto quel tòco là, vedìto da lì fin là de drìo… A quel punto un po’ incuriosita mi sono avvicinata e con un sorriso ho chiesto se per caso fosse lì il Parco del Tione di cui mi aveva parlato Veronica. C’era stata qualche giorno prima ad una gara di mountain bike. Il tipo con la giacchetta mi rispose gentilmente: “vèdela chela pensilina là in fondo ? Na olta ghèra el mercà dei pèrseghi, dopo i ha fato l’isola ecologica, e dopo i l’à abandonà. Lì vissìn ghè na transèna. Se sà mìa perché i le tègna serà. Comunque se pasa, se la ol andarghe..” e giratosi verso il suo amico riprese a discutere…”vedìto lì dove ghè i filari, se podarèa farghe giràr intorno le biciclette dei buteleti…” Allontanatami dai due, dopo poco trovai la transenna e passata agevolmente, mi guardai intorno un po’ stupita. C’era un viale sterrato largo come una strada a due corsìe , da una parte e dall’altra prati con erba alta, incolta. Mi colpiva l’assenza di alberi lungo il viale. C’erano al loro posto Continue reading Pomeriggio al parco del Tione

Ultimo colpo di coda del governo B&B

L’articolo è ben scritto non necessita di ulteriori commenti, lo metto nel blog “per non dimenticare”

La fine della seconda Repubblica

“Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori.”
Platone

Motorcity: servono soldi? eccoli qua

Non sono aggiornata sullo stato dell’arte del progetto Motorcity e tuttavia appena ho letto questa notizia ho avuto un brivido, specie vedendo che viene coinvolta Veneto Sviluppo
A me i giri di soldi che non si sa che strada prendono mi ha sempre preoccupato. Il Motorcity, che ruba milioni di m2 di campi per realizzare autodromo, centri commerciali, nuovo Gardaland, alberghi…Pare che però Veneto Sviluppo abbia chiuso i cordoni e i privati, che dovrebbero realizzare le strade, rotonde ed il casello autostradale nicchino un pò. Va a finire che i pensionati che non voglio cementificazioni sul territorio finazieranno le infrastrutture del Megamostro !